Quando hai cominciato ad affacciarti al mondo body positive e perché?

Io da sempre, come molte persone penso, ho sofferto di senso di inadeguatezza, che derivava esclusivamente dalla mia forma fisica, prescindendo dalle mie capacità. Mi è sempre sembrato di dovermi impegnare di più per farcela nella vita in generale (per piacere alle persone -amicizie o amori, per avere successo a scuola, a lavoro, ecc.). Questo ad un certo punto ha generato in me un moto di rivoluzione, ho iniziato a cambiare sempre di più mentalità, e questo cambio di passo è dovuto a due fattori. Ammetto in primo luogo che non è derivato da dentro di me, ma da un’altra persona che mi ha spronato, mi ha fatto sentire sicura di me stessa per la prima volta, mi ha fatto sentire apprezzata su tutti i fronti (fisico e non solo): il mio attuale compagno. Lui mi ha aiutato a tirare fuori la luce che avevo dentro. In secondo luogo, spinta quindi da lui tre anni fa ho deciso di aprire un profilo Instagram per condividere foto del mio stile e dimostrare a me stessa e agli altri che ognuno è come è e può essere bello indipendentemente dalla forma del suo corpo. Da li ho scoperto la community del Body positive e mi ci sono fiondata: finalmente persone che non ti giudicano da come sei, ma da chi sei, e ho preso a cuore l’obiettivo principale di normalizzare tutti i corpi, i colori, gli orientamenti sessuali, le disabilità ecc., perché in un mondo dove non esistono pregiudizi, non esiste nemmeno il bisogno di doversi accettare e farsi accettare, perché semplicemente saremmo visti tutti per quello che davvero ci identifica: la nostra anima, le nostre scelte, le nostre azioni.
Inoltre un altro fattore da aggiungere a questo quadro è il vissuto della mia famiglia, infatti mio fratello maggiore è down, e ho visto bene le lotte e i sacrifici dei miei genitori, e l’isolamento sociale che comporta questa condizione in molti casi.

 

Raccontaci un po’ gli aspetti positivi di promuovere questo tipo di pensiero attraverso i social e i benefici che ha portato nella tua vita, ma anche qualche aspetto negativo se vuoi.

Io dico sempre che promuovere pubblicamente questo tipo di pensiero è un po’ come essere dei “supereroi”: ti stai esponendo per gli altri, per aiutare loro stessi e ispirarli con la tua forza, ma anche sensibilizzando il mondo che gli sta attorno, cercando di rendere le persone più consapevoli verso queste tematiche e insegnando un po’ di più di rispetto ed empatia verso il prossimo.
Nella mia vita tutto questo ha portato una grande community, nuove amicizie e conoscenze straordinarie, una rete di persone che ti chiedono consiglio, che ti aiutano nelle difficoltà, che si preoccupano per te e tu ti preoccupi per loro. Io lo trovo straordinario e meraviglioso.
Gli aspetti negativi riguardano principalmente i commenti di hater che ti arrivano quando ti esponi, ma a me i messaggi sterili mi scivolano davvero addosso, non possiamo convincere tutti della validità del nostro messaggio, ci sarà sempre qualcuno che non sarà d’accordo. Le critiche costruttive le affronto sempre con spirito di apertura al dibattito, ma agli insulti non rispondo mai.

Progetti in corso, collaborazioni e programmi per il futuro di attivista body positive e modella curvy.

Allora mi piacerebbe sicuramente crescere ancora come “influencer” per raggiungere sempre più persone e ampliare la mia community.
Per ora purtroppo i progetti sono un po’ tutti fermi, a causa della pandemia, ma vorrei riuscire a creare qualche contenuto di impatto. Non vedo l’ora di tornare a fare le body positive catwalk nelle piazze. Nel frattempo, ogni tanto potete vedere i miei messaggi Body positive a Detto Fatto, su RaiDue, dove ogni volta che partecipo come modella per gli abiti da sposa di Sposa Formosa, ritagliamo qualche minuto per parlare di pregiudizi e tematiche body positive.
Inoltre, anche nella quotidianità al di fuori di Instagram, che per me è rappresentata dal mio lavoro al Politecnico di Milano e Fondazione Politecnico di Milano (sono un architetto, assegnista di ricerca con dottorato) affronto tematiche legate alla parità di genere, women empowerment e l’importanza di percorsi di orientamento dedicati all’implementazione delle donne nelle materie tecnico-scientifiche.