Quando hai cominciato ad affacciarti al mondo body positive e perché?

Ho iniziato il mio percorso e progetto @uominidipeso nel 2014, con l’apertura del sito e della pagina Facebook, dopo aver osservato per parecchi mesi qualche blog femminile plussize ed ispirandomi ad un blog americano dedicato agli uomini grassi.
Decisi di parlare di Uomini grassi ed accettazione, perchè in Italia non vi erano esponenti maschili ed anche in Europa, gli uomini a farlo, erano davvero pochi. Presi spunto da alcuni blog e movimenti americani ed appoggiato da alcune blogger italiane ed ungheresi, iniziai ad entrare nei meccanismi e a farmi conoscere portando le mie idee e concetti. Migliorai per prima cosa, il mio modo di essere e vedere la realtà, imparai ad accettarmi e ad amarmi, o meglio ad apprezzarmi, dopodichè iniziai a trasmettere tutto questo anche alle persone che iniziarono a seguirmi e supportarmi.
Nel 2014 il concetto vero e puro del BodyPositive in Italia non era ancora arrivato, si parlava spesso di Mondo Curvy, cercando di esaltarne le caratteristiche, si creavano flashmob ed eventi, ma il BodyPositive ancora non era di “moda”, era importante informarsi e documentarsi, ma solo negli ultimi anni questa community preso piede si sta ampliando, grazie alle tante attiviste, anche italiane, che stanno facendo un lavoro immenso per la società.

Raccontaci un po’ gli aspetti positivi di promuovere questo tipo di pensiero attraverso i social e i benefici che ha portato nella tua vita, ma anche qualche aspetto negativo se vuoi.

Raccontare, illustrare e parlare di BodyPositive e FatAcceptance, soprattutto se fatto con intelligenza e serietà, può essere molto utile per sensibilizzare la nostra società che ignora l’esistenza di corpi diversi dallo standard della “perfezione”.
Parlare e scoprire questo pensiero mi ha aiutato molto anche a capire e scoprire che io stesso in passato, ho giudicato senza sapere, ho etichettato senza volere e ho denigrato senza conoscere, insomma ho fatto bodyshaming, senza rendermene conto, nei confronti di tipologie di corpi diversi dal mio, una sorta di guerra tra corpi grassi e corpi magri, che non porta assolutamente a nulla, soprattutto non porta all’inclusività e alla parità di opportunità, che sono alcuni degli aspetti ed obiettivi del movimento.
Sicuramente i social sono di grande aiuto, perché in pochi istanti si può raggiungere un grosso numero di persone, coinvolgendo tante ideologie e luoghi cosi lontani tra loro, importanti perché in questo modo si riescono a creare grandi community, essenziali per infastidire e turbare la mentalità chiusa e lineare di un società pronta ad insultare e deridere qualsiasi persona, che essa sia alta, bassa, magra, grassa, disabile o di etnia diversa.
Il far parte di questo movimento, ha portato, all’interno della mia vita, sicuramente molti benefici a livello di autostima e di valori, ma soprattutto ho notato, che le persone che mi circondano stanno molto più attente quando affrontano discorsi ed argomenti su peso ed aspetto fisico, ed anzi mi chiedono informazioni e cercano di capire meglio termini e definizioni di cui prima non sapevano nemmeno l’esistenza.

Ultima cosa, ma come si dice sempre non ultima, ritengo che parlare di bodypositive e fatacceptance aiuti moltissimo anche nell’affrontare tanti altri discorsi come l’abilismo, l’omotransofobia, la violenza sulle donne e tutte quelle discriminazioni di genere o su minoranze, perché imparare ed insegnare rispetto è alla base di tutto e ritengo che sia un percorso che ognuno di noi debba fare e sul quale vale la pena perderci del tempo.

Aspetti negativi? assolutamente nessuno, se non il dover eliminare, allontanare individui, contatti, associazioni e blogger che fingono di essere bodypositive ma pensano solo ed esclusivmente al loro guadagno economico, spesso camuffando il concetto bodypositive solo per scopi personali, ed ahimè purtroppo ora come ora, è molto facile trovare in giro profili del genere.

Progetti in corso, collaborazioni e programmi per il futuro di attivista body positive e modello curvy

Al momento sto cercando di tornare attivo sui social, tornando a creare e postare contenuti interessanti e costruttivi, dopo un anno passato tra alti e bassi ed in cui il mio lavoro e la pandemia mi hanno tolto un po’ voglia e creatività.
Ho in mente la creazione di progetti fotografici inclusivi e trasversali, che possano unire tutte le diverse discriminazioni, sperando di invogliare anche tanti fotografi nello sviluppo di idee e progetti utili alla società.
In realtà c’è un progetto attivo che si chiama YOUstrong nato insieme a Monica Burraschini, un’amica fotografa di Varese, con la quale, l’ottobre scorso, abbiamo lanciato questo progetto fotografico, con l’idea di ritrarre qualsiasi tipo di corpo senza l’uso di alcun ritocco e stratagemma, peccato che la pandemia è fermato anche questa cosa, che ovviamente appena possibile riprenderemo in mano.
Ho ripreso contatti con molti brand di abbigliamento per tornare a parlare di ampliamento taglie e necessità di includere un sempre maggior numero di persone, che è alla base di tutto, perchè anche il solo trovare la taglia della tshirt che ti piace può fare tanto bene al cuore, ed è cio che voglio per qualsiasi persona che mi contatta e che ho incontrato nel corso degli anni.
L’obiettivo poi, è quello di continuare ad essere testimonial, portavoce e rappresentante del movimento bodypositive perché c’è chi sa parlare e spiegare molto meglio di me i concetti e le tematiche, ma magari purtroppo a livello numerico non ha molto sostegno, quindi vorrei tanto poter creare una community che collabori e che porti a più persone il vero concetto e le vere idee, sarebbe quindi bello aumentare la collaborazione tra noi esponenti, ma sono fiducioso perché c’è ancora molto da fare ma una piccola crepa nella società la stiamo tracciando.