Ciao Miria, siamo molto contenti di ospitarti qui! Cominciamo subito con una domanda sul nome del tuo blog, Plus Kawaii. Come mai hai scelto questo nome?

“Kawaii” è un termine giapponese che significa “carino”, perchè all’epoca quando ho aperto il blog ero molto interessata alla moda giapponese, e a tutto quello che era “carino e coccoloso”. “Plus” è la definizione tipica per le taglie forti (plus size). Plus Kawaii significa quindi “Più carino”.

Quando ti sei avvicinata alla filosofia body positive?

Non so dirti con esattezza un momento, probabilmente quando si è cominciato a parlare di accettazione di corpi non soltanto in relazione alla bellezza ma anche al valore della persona, per cui di sicuro da qualche anno. Mi ci sono ritrovata in mezzo un po’ senza volerlo perchè sembra quasi che postando le tue foto online tu sia una paladina della body positivity. Quando si è cominciato a uscire dalla body positivity mainstream e si è cominciato a parlare di corpi validi e di rispetto e dignità a prescindere da come appaiano i corpi, ho cominciato anche io a parlarne. E’ stato un percorso in evoluzione.

Quando hai cominciato a parlare di fashion inclusivo e perchè?

Ho aperto il blog pluskawaii 11 anni fa. All’inizio non parlavo di moda inclusiva ma semplicemente di moda che mi vestiva. Lo scopo principale era condividere informazioni su dove reperire i vestiti. Ho cercato di condividere la mia passione per la moda anche per aiutare chi non riuscisse a trovare i capi adatti al proprio tipo di corpo, capi belli e alla moda, non vestiti da uomo dismessi che per esempio mettevo io da adolescente.

Collaborazioni con brand… Quali?

I brand devono essere anzitutto brand in cui io credo, per esempio capi che indosserei io stessa e che mi sentirei di consigliare davvero, in linea con i miei principi. Non sponsorizzerò mai thé dimagranti o coppette per la cellulite. I brand con cui collaboro devono avere un senso anche in linea con ciò che condivido sui social.

Programmi per il futuro?

Bella domanda! Mi sono recentemente iscritta a una scuola di fashion stylist, quindi chissà, magari riuscirò a coronare il mio sogno di lavorare nel mondo della moda. Comunque mi piace avere il piede in tante scarpe, di sicuro mi piacerebbe continuare a lavorare come content creator, e continuare le collaborazioni con altri brand. A breve non ho grossi programmi; avrei voluto fare una super festa per i 10 anni del blog a tema colore ma con la pandemia non è stato possibile, chissà magari la rimanderò.

A proposito di colore.. Parlaci della curvy color challenge!

La curvy color challenge è nata per due motivi: per me per sfidarmi a livello creativo, per creare abiti più “editoriali”, e per chi mi segue ad osare di più con i colori, perchè c’è sempre questo pensiero che i colori non sono adatti a noi plus size. E’ anche un modo per creare community che è l’aspetto che più mi piace dei social.